Logo di Restaurantrend

Come aprire un ristorante di successo

Come aprire un ristorante che non chiuda dopo un anno

Se coltivi il sogno di una tua attività, o speri di creare un brand che sia solo tuo, o se sei solo appassionato di cucina e vuoi fare della tua passione un lavoro, ti sarai posto la fatidica questione: vorrei sapere come aprire un ristorante!

La ristorazione al momento è in forte rialzo: dopo la crisi del lockdown, il settore si è ripreso con forza e i segnali sono molto positivi. Complice la voglia di tornare a uscire in compagnia, i ristoranti nel 2022 hanno registrato incassi promettenti, con nuovi brand che nascono in ogni dove. 

Ma purtroppo una situazione favorevole e tante buone intenzioni non bastano a tenere aperto un ristorante, né tantomeno a renderlo di successo. Occorrono una serie di conoscenze di base, come il calcolo del food cost o il revenue management, per far sì che un’attività ristorativa sia profittevole ed efficiente.

In questo articolo andremo ad approfondire alcuni aspetti fondamentali per imparare come aprire un ristorante. Non potremo spiegarti proprio tutto, anche perché ci vorrebbero libri interi, ma possiamo darti una panoramica di tutti quegli aspetti che è importante tenere in considerazione. Buona lettura!

I punti fondamentali: location, menù, brand identity

Quando sentiamo parlare di location, immaginiamo sempre località da sogno. Sembra una di quelle parole riservate a ristoranti muniti di terrazza sul mare, o costruiti in una vecchia fabbrica per dare il fascino industrial-chic. Ma in realtà la location è molto di più!

Quando parliamo di location non dobbiamo limitarci a quella del ristorante, che ha sicuramente una sua importanza. Dobbiamo anche pensare a cosa gli sta intorno: è una zona turistica molto frequentata, che ci assicurerà tanti clienti durante l’alta stagione, ma molti di meno in quella bassa? 

Oppure è una zona periferica, con affitti più bassi ma con tanti uffici pieni di potenziali clienti intorno? Questi sono tutti elementi importanti: scegliere la location giusta è una vera e propria arte! Anche un dettaglio irrilevante, come aprire il proprio locale al lato destro di una strada piuttosto che sul lato sinistro, può avere un forte impatto. 

In secondo luogo, la brand identity. Cioè, l’identità che vuoi dare al tuo marchio per renderlo più riconoscibile e, soprattutto, memorabile. Vuoi avere un’identità giovanile, con una comunicazione dinamica e un menù dai sapori decisi? Oppure vuoi puntare su un’identità più raffinata, usando toni eleganti e proponendo una cucina gourmet?

In entrambi i casi, devi capire a quale clientela fare riferimento, trovare le parole giuste per farti notare e mantenere coerente la tua immagine in ogni suo aspetto. Per svolgere al meglio questo lavoro, ti può essere utile farti seguire da un designer professionista o da un esperto in comunicazione e marketing.

La cucina, il personale e il cibo: impara a gestirli correttamente

Una volta capita quale sarà la tua brand identity, arriva il momento di capire come farai a gestire i costi del locale. Le spese principali a cui devi prestare attenzione sono: il food cost, il labor cost, il dispendio energetico.

Il food cost non è altro che il costo del cibo. Detto così sembra semplice, ma approfondiamo di più la questione: il food cost è il costo di un singolo piatto, a partire dagli ingredienti necessari per comporlo fino alla forza lavoro necessaria per cucinarlo. Analizzare il food cost di un piatto ti aiuta a capire due cose: la prima è quanto devi far pagare quel piatto ai tuoi clienti per avere un margine di guadagno soddisfacente; la seconda è ridurre i costi identificando gli sprechi. 

Per quanto riguarda il labor cost, ci riferiamo al costo del lavoro. Anche questo è un aspetto molto importante da capire. A prima vista sembra piuttosto semplice: basta calcolare quanto costa un dipendente ogni ora e poi moltiplicarlo per il tempo passato a lavorare. Purtroppo, chi ragiona in questo modo spreca centinaia, se non migliaia di euro ogni mese pagando personale superfluo.

Abbiamo approfondito il tema del labor cost in questo articolo. Se non l’hai letto ti consigliamo di recuperarlo, perché è estremamente importante per far crescere il tuo business.

Altro aspetto da non sottovalutare sono i costi energetici. Sapevi che la ristorazione è uno dei mercati più “energivori”? Infatti le bollette di un ristorante possono arrivare a costare migliaia di euro! 

Se ti stai chiedendo come risparmiare su questo costo esorbitante, esistono diverse soluzioni. La più semplice è investire in attrezzatura aggiornata e moderna. Potrebbe costare di più, ma ti assicuro che il risparmio sul lungo periodo ne varrà decisamente la pena. In alternativa, puoi svolgere un’analisi dei consumi energetici affidandoti a un esperto: in questo modo potresti scoprire degli sprechi nascosti e rimediare prontamente.

Tutto qua? Naturalmente no: un ristorante ha molti altri costi da gestire, ma in generale questi tre aspetti sono i più rilevanti, anche perché calcolarli correttamente ti aiuta anche a sviluppare strategie in futuro.

Analizza correttamente i dati: revenue management e digital marketing

Cominciamo con un finto segreto: chi si occupa di revenue odia chi si occupa di marketing. E viceversa. 

Ed è un vero peccato, perché sono entrambi due metodi di lavoro incredibili, che ti fanno guadagnare di più e che beneficiano l’uno dell’altro. Ma vediamo di capire meglio di che cosa stiamo parlando. 

Il revenue management è una tecnica nata nell’ambito delle compagnie aeree, ma che si è espansa velocemente in molti altri settori, inclusa la ristorazione. Il motto di questo approccio è “vendere il giusto prodotto, al giusto momento, alla persona giusta e al prezzo giusto”. Per capirci, quando una compagnia aerea alza i prezzi dei voli durante le vacanze, perché sa che ci saranno molti turisti disposti a pagarli a caro prezzo, sta facendo revenue. 

Se noti che il tuo ristorante rimane vuoto a pranzo, pensa a un menù fisso da proporre ai lavoratori in pausa pranzo, in modo da attirare tanti nuovi clienti. Oppure, se noti che la sera la gente si ferma a chiacchierare al tavolo togliendo spazio ad altre prenotazioni, fissa un limite di tempo per assicurarti che tu possa accogliere più clienti. 

Qua l’abbiamo fatta semplice, ma dietro il revenue management c’è un mondo intero: ne abbiamo parlato in questo articolo, che ti consigliamo di recuperare per capire meglio la materia. 

Secondo punto, il marketing. Forse un tuo amico te ne ha già parlato e ti ha detto che vuol dire “fare pubblicità”. Ecco, non prendere più consigli da questo tuo amico. Fare marketing vuol dire saper vendere il proprio prodotto o servizio, fare una comunicazione capace di stimolare il desiderio e che sappia capire i bisogni del cliente. 

In poche parole, pagare per la pubblicità sui social media e far stampare dei volantini non serve. Quello che serve è una strategia di comunicazione che rispecchi i valori e i pregi del tuo ristorante, che sia capace di procedere in sincronia con i tuoi obiettivi di vendita. 

Anche in questo caso stiamo semplificando molto, ma se vuoi approfondire puoi leggere questo articolo dal nostro blog. Iscrivendoti alla newsletter, ti regaleremo anche il nostro ebook con un interessante approfondimento sul digital marketing.

Revenue e marketing, nonostante la rivalità, sono importantissimi. Soprattutto se punti ad espanderti e aprire altre sedi del tuo ristorante, perché ti aiuteranno a dettare una linea comune e a creare strategie articolate che renderanno ogni punto vendita una miniera d’oro!

Come aprire un ristorante senza chiudere dopo un anno

Perché proprio un anno? Perché è la durata di vita media delle nuove attività ristorative.

Ma come? Prima ti dico che il momento è propizio e poi ti dico che molti chiudono dopo pochissimo? Non ti preoccupare, non ti abbiamo preso in giro. Anzi, questo dato apparentemente contraddittorio mette in luce un aspetto molto interessante. 

Secondo te, di tutti i ristoratori che durano meno di un anno, quanti hanno sentito parlare di revenue management o di food cost? Tra i ristoranti che faticano a stare a galla, quanti hanno investito in consulenze esterne, o in attrezzature più moderne per ridurre i costi energetici?

Purtroppo, quello che ti abbiamo elencato in questo articolo è davvero elementare, eppure sfugge a quasi il 70% dei ristoratori italiani. I motivi possono essere molteplici: una scarsa educazione imprenditoriale, la mancanza di capitali per fare miglioramenti, o anche una concezione della ristorazione antiquata. 

Ti stavi chiedendo come aprire un ristorante senza fallire in brevissimo tempo? Ricordati di investire in consulenze di qualità, attrezzature moderne e personale formato e qualificato. Il business della ristorazione si è evoluto e con lui anche il modo di lavorare. Quindi, rimbocchiamoci le mani e mettiamoci al lavoro!

Stai sognando di aprire un ristorante? Hai tutto su carta ma qualcosa non ti convince? Noi di Restaurantrend offriamo un check-up della tua idea, completamente gratuito. E se sei convinto della nostra proposta, ti aiutiamo a realizzare il tuo sogno, passo dopo passo!

Visita questa pagina e compila il form, ti contatteremo al più presto per fissare un incontro.

Condividi su :

Check Up ristorativo gratuito | Restaurantrend

ISCRIVITI ALLE NOSTRE WEEKLY NEWS

Inviando il modulo accetto che i miei dati vengano trattati in base alla privacy policy del sito.